La Fondazione Feyles
Un’istituzione per la formazione in ambito educativo: esperienza ed eredità
di Gabriella Damilano e Mariella Peirone, con la collaborazione di Paola Rainoldi
“Formare se stessi per servire meglio gli altri”
Questo lo slogan comunicativo, che molti probabilmente riconoscono, scelto dalla Fondazione Feyles agli inizi della sua attività, per esprimere un principio ritenuto fondamentale e posto a guida delle attività da essa proposte.
Lo si trovava dappertutto, nei documenti, nei manifesti appesi alle pareti della scuola, ma soprattutto lo si riconosceva nella operosità che ha connotato la storia della FIRAS prima e della Fondazione Feyles dopo, senza soluzione di continuità.
“Prendersi cura di chi cura, o di chi si sta preparando a curare”.
Anche questa frase indica uno stile che è stato la cifra distintiva nelle azioni formative poste in essere dalla Fondazione, nel profondo convincimento che molto si apprende dai libri ma non di meno dall’esperienza, dal modello e dallo stile che comunità educante incarna nella sua azione.
Dentro questa cornice si colloca la pubblicazione “La Fondazione Feyles. Un’istituzione per la formazione in ambito educativo: esperienza ed eredità”, esito di un imponente lavoro di ricerca di materiali, di riordino, di rilettura, di sistematizzazione della documentazione e infine di racconto di un un’esperienza che nel tempo ha contribuito alla formazione di migliaia di professionisti del mondo dei servizi socio educativi e socio assistenziali torinesi, ma non soltanto, e nello tesso tempo alla disseminazione di principi, fondamenti e valori di riferimento per le professioni educative e assistenziali.
Oltre quarant’anni di storia non sono pochi e non è stato semplice sintetizzare.
L’intento delle autrici è stato quello di:
- condividerne i contenuti con chi fu protagonista di quella storia,
- raccontarli a quanti non l’hanno conosciuta, ma sono interessati ai temi dell’educazione e della formazione,
- trasmetterli a coloro che in futuro abiteranno ed animeranno i luoghi dell’educazione e della formazione.
Un lavoro intellettualmente onesto, nel rispetto di quelli che sono stati i risultati ottenuti, i punti di forza e anche le criticità di questa esperienza. Pur riconoscendo in particolare queste ultime, si ritiene che la visione educativa e l’approccio metodologico che nel tempo hanno sostenuto e orientato l’attività della Fondazione Feyles possano, ancora oggi, essere convincenti, condivisibili e divulgabili.
La scrittura è stata guidata da un progetto, strumento di lavoro principe per gli educatori.
La prima fase è stata finalizzata ad un confronto su bisogni ed obiettivi individuati a partire dai diversi vertici di osservazione, ovvero il Collegio dei liquidatori, le autrici e infine i futuri lettori della pubblicazione. A seguire è stato scelto un metodo di lavoro. Infine, è stato definito un piano di azione che consentisse di giungere alla pubblicazione prima della chiusura dell’Ente, affinché all’interno del volume i primi lettori potessero trovare semi e germogli vivi, prima ancora che memorie.
Il risultato è un’opera “multivocale” che descrive l’esperienza concreta dell’Ente, la sua organizzazione, le sue finalità, i suoi attori e i suoi risultati in termini di:
- progettualità,
- attività effettivamente realizzate,
- riflessioni sviluppate e divulgate su nuclei tematici fondativi quali:
- il profilo professionale dell’educatore,
- la sua formazione,
- il lavoro nei servizi,
- la questione etica.
E da ultimo, ma non per importanza, il libro intende descrivere l’impronta che la Fondazione Feyles ha lasciato dietro di sè, ancora visibile, riconoscibile e riconosciuta da occhi che non sono soltanto quelli delle autrici, potenzialmente influenzati da vissuti “nostalgici”.
Quale eredità ha lasciato l’esperienza della Fondazione Feyles?
È la domanda che è stata posta ad ex docenti, ex allievi, referenti delle istituzioni che hanno conosciuto Feyles in tempi e con ruoli diversi. Dalle risposte ottenute è stato possibile ricavare un mosaico di grande valore, ricco di innumerevoli spunti di riflessione sul passato e allo stesso tempo sguardi sul futuro.
Per ogni cosa c’è un tempo.
Per la Fondazione Feyles è giunto ora il tempo del racconto dell’esperienza, del riconoscimento di ciò che è stato costruito, dell’orgoglio, della gratitudine verso coloro che lo hanno favorito e consentito, e del desiderio di lasciare un’impronta, riconoscibile, per quanto tenue, che parli al futuro dell’educazione e della formazione.